AD ARCHITECTURAL DIGEST

2021-04-02 - Aggiornamento dell'azienda AD ARCHITECTURAL DIGEST

AD ARCHITECTURAL DIGEST: C’è chi parte per scoprire nuovi luoghi e chi va in cerca di emozioni, chi zaino in spalla e pochi soldi in tasca, non presta particolare attenzione alla struttura dove cercherà un sonno ristoratore e chi, invece, punta a un pernottamento da Mille e una notte. Negli ultimi anni, però, tra l’hotel lussuoso e la soluzione più spartana, si fa spazio in Italia il viaggio attraverso le sue case tipiche (rurali o storiche), che ne rappresentano non solo l’architettura, ma in buona parte le tradizioni popolari. Il motivo di tali originali soluzioni, si deve principalmente alla necessità nel tempo di adattarsi al meglio al territorio e alle condizioni climatiche. Dalla Sardegna alla Pianura Padana restano, dunque, ancora i segni di un recente passato che è sempre importante rivalutare e non lasciare sparire. Andar per abitazioni tipiche: ecco dove. I trulli di Alberobello Rappresentano davvero un simbolo, anche al di là dei confini dello Stivale. La loro unicità affonda le radici in un periodo storico in cui non era comune in queste terre la costruzione di fisse dimore. Gli abitanti, allora, sfruttando il loro grande ingegno, crearono i “trulli”, realizzati in pietra locale che negli ultimi decenni sono stati recuperati e resi abitabili, tanto che tale angolo di Puglia, ha ottenuto il riconoscimento del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Si possono trovare in particolare nelle Murge sud-orientali e nella Valle d’Itria e ogni trullo ha la sua forma e dimensione, inserito come progetto unico o addossato ad altre abitazioni. L’interno ha un solo ambiente con nicchie per il camino, letto e arredi. I dammusi di Pantelleria Oggi sono diventate delle super richieste villette, una volta invece le tradizionali dimore non erano adibite all’uso turistico, ma privato. Il termine per indicarle è prettamente dialettale e si riferisce a quella parte della casa storica modicana che era di base una sorta di grotta e, piano piano, è diventata locale di servizio, da qui il termine di dammuso dei monti Iblei. Le strutture che, ogni anno, vengono richieste da tanti visitatori rappresentano la casa classica di Pantelleria, che risale ai tempi dei Fenici e, da dimora in pietra lavica locale, a secco e a forma quadrata di piccole dimensioni, è ormai uno splendido rifugio con vista sulle meraviglie locali. A crearne la forma attuale, hanno contribuito anche i romani, i quali ne hanno inserito il tetto a cupola che limitava le infiltrazioni di acqua e canalizzava la pioggia dentro alle cisterne. In questi edifici rurali non mancano gli spazi verdi (i cosiddetti giardini panteschi), con un’alta cinta muraria a base circolare e realizzata con pietre a secco che serviva a proteggere il raccolto dai venti. I sassi di Matera Abitare in una casa grotta non doveva certo essere esaltante come oggi, che per vacanza si cercano idee originali ma cariche di comfort. I sassi, fanno parte di un altro tesoro storico-culturale italiano che è stato riscoperto ed è stato inserito tra nel Patrimonio dell’Unesco nel 1993. Matera, invece, è stata nominata capitale europea per la cultura per il 2019. Le sue dimore sono insediamenti rupestri scavati nella roccia calcarenitica e abitati sin dall’epoca paleolitica. Quello che colpisce da subito è la perfetta armonia con il paesaggio circostante, se si calcola che i primi abitanti si riparavano dagli agenti atmosferici rifugiandosi nelle locali grotte naturali. Le stesse che poi riuscirono a trasformare, lasciando molte volte parte delle rocce originarie che si possono notare ancora oggi. A queste, tra l’VIII e il X secolo furono accostati anche degli insediamenti monastici, con la nascita di chiese rupestri, usanza che proseguì fino al periodo rinascimentale. La casa è composta da due livelli: nel primo sorgono abitazioni, cortili, strade e piazze, sotto invece si trovano cisterne, grotte e cunicoli, celati alla vista. Con la risistemazione di alcune case-grotte, è possibile visitarle a scopo didattico e culturale e dormire a brevissima distanza con vista su queste speciali opere d’arte. I bagli siciliani Un tempo erano la sede delle aziende agricole più importanti e, oggi, sono in parte visitabili e in buone condizioni. La loro struttura è a quadrilatero chiusa e vi si accede attraverso una porta. Vantavano una corte interna sulla quale si affacciavano sia la casa patronale che gli alloggi dei contadini, le stalle e i magazzini e le dimensioni, come è facile immaginare, erano notevoli. Attualmente sono stati in buona parte riconvertiti in resort di lusso e b&b. Le cascine lombarde Queste abitazioni rurali della Pianura Padana, di solito, si trovano in aree poco abitate e fanno parte di complessi agricoli a forma di quadrilatero. Erano spesso presenti dei porticati, una terrazza e un giardino privato, mentre sugli altri lati sorgevano le abitazioni dei dipendenti, gli spazi adibiti agli animali e un mulino. Oggi alcune sono state restaurate e sono diventate dei resort immersi nel verde, altre sono in totale disuso. Le masserie pugliesi Queste tradizionali aziende agricole locali, avevano sempre un panorama d’eccezione rappresentato da uliveti e campi di grano. Presentano tetti terrazzati con la casa patronale, stalle, granai, il frantoio e la cisterna per l’acqua. Negli anni Novanta sono stati abbandonati e negli ultimi anni sono diventate delle abitazioni extra lusso o splendidi resort. The post Dammusi, trulli & co.: dormire nelle dimore tradizionali italiane appeared first on AD Italia.