AD ARCHITECTURAL DIGEST

2021-04-01 - Aggiornamento dell'azienda AD ARCHITECTURAL DIGEST

AD ARCHITECTURAL DIGEST: Il nuovo CEO del gruppo Jaguar Land Rover, Thierry Bolloré, ha tracciato la strada della rinascita di Jaguar, brand dal passato mitico ma di recente “poco valorizzato”: il futuro passa attraverso una centralizzazione del design, chiamato a forgiare una visione per la rivoluzione green che tutto l’automotive sta impetuosamente vivendo. “Reimagine” è il nome della nuova strategia globale, con cardini l’elettrificazione di tutta la gamma entro il prossimo ventennio, ma anche con una rivisitazione del lusso, più legato a una visione olistica di benessere con la persona al centro dell’ecosistema. L’uomo della svolta? Il guru dei più iconici modelli Land Rover, Gerry McGovern, artefice di successi come la Range Rover Evoque o della nuova Defender: è appena entrato nel Board del gruppo in qualità di nuovo Chief Creative Officer, un balzo entusiasmante ma anche una grande responsabilità di cui parla con AD Italia in un’intervista esclusiva. Gerry McGovern, Chief Creative Officer di Jaguar Land RoverProfessor Mc Govern, la sua nomina e la nuova filosofia corporate “Reimagine” lasciano intendere come il design sia cruciale per il futuro del gruppo JLR.«Certamente, il nostro CEO ha ribadito agli investitori che il design è centrale e lo sarà sempre di più. E la mia nomina va esattamente in questo senso. Ciò significa che coordinerò tutti i progetti e le squadre di designer e progettisti del gruppo. Il mio ruolo è di creare una visione in termini di design strategy, cercando di capire come rendere il brand Jaguar all’avanguardia di nuovo. Sono come un regista cinematografico, devo mettere insieme i diversi pezzi che le squadre creano, a me il compito di risolvere il puzzle dando vita a una cornice coerente». Come sta vivendo questa nuova sfida?«È molto eccitante, faccio questo mestiere da tanto tempo e ora arriva una nuova missione quando avrei potuto pensare a un futuro diverso. Dovremo continuare la trasformazione di Land Rover e soprattutto cominciare a sfruttare il potenziale di Jaguar, brand che negli ultimi anni è stato troppo mainstream finendo per perdere di fascino e unicità. La nostra missione è renderlo di nuovo un oggetto del desiderio». La sostenibilità e la propulsione elettrica sono i driver del cambiamento, cosa significa essere un car designer in questa nuova era?«La sostenibilità e l’elettrificazione sono la nuova via, ma per quanto siano importanti questo resta lo sfondo. O meglio gli ingredienti con cui poi il designer deve rendere una macchina unica, e non solo sicura e affidabile. Lavorando tutti questi anni con Land Rover abbiamo capito che questo significa eliminare il superfluo e creare superficie e volumi puri, immediatamente riconoscibili». Vale anche per Jaguar? «Penso che il problema di Jaguar negli ultimi 15 anni sia stato quello di essere troppo affezionata al passato, alla sua storia: ora, al contrario, il design delle nuove Jaguar dovrà essere un esempio di avanguardia e di innovazione. A costo di perdere posizioni nel mercato: stiamo ridefinendo la strategia di questo brand che, ripeto, ha enormi potenzialità non sfruttate. Venderemo meno auto probabilmente e salirà il prezzo, ma saranno certamente di nuovo delle icone da desiderare a tutti i costi». Avete già in mente qualcosa? «No, come sappiamo il processo per arrivare a un modello nuovo è lungo e laborioso, prima si fanno degli schizzi e poi si entra in fasi di analisi complesse e dettagliate, ci vorrà ancora del tempo. Non vogliamo fare auto da tenere nel garage come in un museo ma che siano da vivere, alla portata delle persone. Originali e bellissime». Sembra che anche il concetto di lusso sia diverso nella vostra filosofia “Reimagine”«Sì, il lusso prima era più consumistico e meno durevole, istantaneo direi. Oggi è tutto connesso con la sostenibilità e l’impronta del carbonio sul pianeta. Oggi le persone vogliono essere più libere e in contatto con la natura, e avere più tempo per viverla, facendo nuove esperienze. Naturalmente si sentono meglio quando indossano o guidano vestiti e auto belle, questo non cambierà mai. A noi tocca il compito di creare nuovi sogni e visioni che piacciano, e di renderli anche facilmente comprensibili e alla portata di tutti». Una strada che coinvolge tutto il gruppo? «Siamo come una famiglia con più brand, che interpreta il lusso in modi diversi, perché anche i modelli Land Rover e Range Rover sono sofisticate visioni del luxury. Ognuno deve saper coinvolgere emotivamente e dare qualcosa in più alla vita della gente. Il vero lusso è rendere felice le persone». Venendo a lei, è un grande appassionato di design, anche di quello italiano?«Certamente, Gio Ponti e Castiglioni per esempio, amo il modernismo in generale. I vostri designer sono maestri nel dare quel tocco in più… il famoso “Italian twist”, con prodotti di fascino unico come quelli di Fontana Arte tanto per fare un esempio. E poi amo anche l’arte del Belpaese, Nino Mustica era un mio ottimo amico e un grande artista visuale, e adoro l’artigianato di alta gamma, qui in ufficio ho alcuni vetri di Murano straordinari». E invece le piacciono le auto italiane?«Ovviamente, ho un debole per la Ferrari, soprattutto per i modelli degli anni Sessanta».     Potrebbe interessarti ancheL’auto del mese: la svolta eco di MaseratiL’auto del mese è elettrica, minimalista e con inserti veganL’auto del mese: il SAV elettrico di BMW The post L’auto del mese: il SAV elettrico di BMW appeared first on AD Italia.